Per assaporare ogni sfumatura di questa acquavite, vi consiglio di servirla a una temperatura di circa 12-14°C in un calice che si restringe verso l'alto, evitando di ghiacciarla per non bloccare le sue note terrose. Sorseggiatela lentamente a fine pasto come digestivo aristocratico. In cucina, usatela per caramellare dei fichi freschi in padella o versatene poche gocce su un filetto di maiale in crosta di erbe: la sua dolcezza naturale ed erbacea creerà un contrasto straordinario con la sapidità della carne.